Fatou Bensouda è dal settembre 2004, procuratore aggiunto dell'Assemblea degli Stati parti, ed è responsabile della Divisione delle prosecuzioni dell'Ufficio del procuratore del Tribunale Penale Internazionale. Prima della sua elezione, la signora Bensouda era consulente giuridico e sostituto del procuratore al tribunale penale per il Ruanda ad Arusha, in Tanzania, prima di diventare consulente giuridico principale e capo del gruppo di consigli giuridici. Prima di raggiungere la TPIR è stata presidente di una grande banca commerciale in Gambia. Tra il 1987 ed il 2000, è stata successivamente primo consulente principale dello Stato, direttore aggiunto del Pubblico Ministero, aggiunto al Procuratore Generale, Segretario giuridico della Repubblica, Procuratore generale del Ministro della Giustizia.
sabato 13 settembre 2008
Fatou Bensouda
Fatou Bensouda è dal settembre 2004, procuratore aggiunto dell'Assemblea degli Stati parti, ed è responsabile della Divisione delle prosecuzioni dell'Ufficio del procuratore del Tribunale Penale Internazionale. Prima della sua elezione, la signora Bensouda era consulente giuridico e sostituto del procuratore al tribunale penale per il Ruanda ad Arusha, in Tanzania, prima di diventare consulente giuridico principale e capo del gruppo di consigli giuridici. Prima di raggiungere la TPIR è stata presidente di una grande banca commerciale in Gambia. Tra il 1987 ed il 2000, è stata successivamente primo consulente principale dello Stato, direttore aggiunto del Pubblico Ministero, aggiunto al Procuratore Generale, Segretario giuridico della Repubblica, Procuratore generale del Ministro della Giustizia.
Simone Veil
Simone Veil è presidente del Consiglio di direzione del fondo d'incarico speciale per le vittime di crimini commessi in violazione del diritto penale internazionale, e le loro famiglie. Prima, è stata presidente della fondazione in memoria del Shoah dal 2000 al 2007. Ha occupato molti posti ministeriali nel governo francese. Da febbraio 1998 a marzo 2007, ha lavorato al Consiglio costituzionale, su nomina del Presidente del Senato. Nel 1993, è stata nominata Ministro di Stato per gli affari sociali, la salute e le città. Dal 1983 al 1986, era membro del Comitato internazionale dei diritti dell'uomo, presieduto dal principe Hassan della Giordania. Tra il 1979 ed il 1982, è stata la prima donna presidente del Parlamento europeo, ed ha presieduto più tardi la Commissione delle leggi di quest'istituzione. Veil è fra le personalità più coraggiose, più potenti e più influenti dei nostri tempi. A 17 anni, con la sua famiglia è stata deportata dalle truppe d'occupazione tedesche a Auschwitz ed a Bergen-Belsen, dove ha perso la sua madre. Quest'esperienza tragica gli ha dato la forza di condurre una vita esemplare ed è all'origine dei suoi numerose attuazioni. Nel 1997, è stata nominata ufficiale dell'ordine dell'impero britannico. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti di governi e d'organizzazione di paesi come il Belgio, il Canada, la Francia, la Germania, l’Israele, l'Italia, la Spagna e gli Stati Uniti. Ha ricevuto anche molti dottorati honoris causa, in particolare dell'Università di Princeton negli Stati Uniti e dell'Università di Cambridge in Regno Unito.* Informazione presa del materiale della conferenza.
venerdì 12 settembre 2008
Ingrid Betancourt
Ingrid Bentancourt, politico, è cresciuta tra Bogotà e Parigi, dove suo padre è stato ambasciatore della Colombia presso l’UNESCO. Dopo gli studi di scienze politiche a Parigi,sposa un diplomatico francese. Torna in Colombia e si impegnata nel Ministero delle finanze all'età di 29 anni. Eletta deputato nel 1994 su un programma di lotta contro la corruzione, e Senatore nel 1998, affronta il traffico di cocaina che devastava il paese abbattuto da più di quaranta anni di guerra civile, ha denunciato i leader compromessi con la mafia. Nel 1998, ha creato il suo partito, Oxygeno. Candidata ecologista nell’elezioni presidenziali, Ingrid Betancourt è stata sequestrata il 23 febbraio 2002 dalle FARC - le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, il principale movimento di guerriglia in questo paese. E’ liberata nel luglio 2008 dopo sei anni e mezzo di sequestro nella giungla colombiana in condizioni sanitarie e alimentaria estremamente dure *.* Informazioni prese da materiale distribuito nella Conferenza.
Chiusura della Conferenza
La chiusura fu segnata dall'intervento in diretta, per video di Ingrid Betancourt che ha sottolineato l'importanza della parola: questo strumento che permette di toccare i cuori ed esprimere la nostra fede, il nostro stato, dalle armi; e che la violazione dei diritti dell'uomo è un germe che portiamo tutti; si può ad un certo momento dimenticare i nostri principi, all'interno di noi c'è sempre il rischio di diventare mostri. La dignità umana non può essere difesa nell'indifferenza, che costituisce il principale ostacolo al processo di lotta, seguita dal timore. Il ruolo della Dichiarazione Universale è innegabile; il suo contenuto rappresenta i mezzi per potere vivere in Comunità, per potere salvare le vite. La Dichiarazione non è soltanto un'utopia, ma una realtà. Nella riaffermazione dei Diritti dell'Uomo le ONG si sentono tutte interessate. Dal 1948 ai nostri giorni si sono fatti dei progressi, ma in questi ultimi anni un certa ossessione da parte degli stati in materia di Sicurezza, si vede la regressione di alcuni trattamenti crudeli e degradanti come la tortura, la pena di morte. Oggi, si è passati da 2/3 a 1/3 i paesi che praticano la pena di morte; la nozione d'impunità non esiste più, è questione ormai di responsabilizzare gli autori dei crimini di guerra, crimini contro l'umanità e di genocidio; il riconoscimento in alcuni paesi dei diritti delle donne, dei disabili e dei bambini. Oltre alla commemorazione della dichiarazione, il tempo è dato più all'azione; c'è una grande necessità oggi di informare ed essere informato, di indagare, istruire, combattere il pensiero unico e denunciare i danni ai Diritti dell'Uomo. Numerose sfide rimangono ancora, l'aumento della popolazione mondiale, l'instabilità del pianeta, le grandi forze economiche e finanziarie.giovedì 4 settembre 2008
Hôtel de Ville. Comune di Parigi.
Difendere la Dichiarazione Universale de Diritti dell’Uomo.
Mercoledì. 16 :30 – 18 :00.
Si sono svolte diverse sessioni break – out sussidiare alla tavola rotonda: Difendere la Dichiarazione Universale de Diritti dell’Uomo, tra queste:
Difendere i diritti dell'uomo per tutti
“Le sfide che affrontano i difensori dei diritti di l’uomo a livello locale per mantenere il universalità dei diritti di l uomo”.
Con la partecipazione del presidente della Federazione internazionale delle unioni dei diritti dell'uomo (FIDH) la signora Souhayr Belhassen ed il sig. Stéphane Hessel difensore appassionato dei diritti dell'uomo.
60 anni dopo la dichiarazione universale, numerose sfide rimangono ancora da dipendere da parte dei difensori dai diritti di l uomo; queste sfide riguardano l'azione, il universalità ed il indivisibilità dei diritti umani, la loro attuazione e la loro efficacia. Si tratta di un combattimento permanente, difficile e rischioso: molti difensori subiscono minacce, prosecuzioni, delle molestie al punto di perdere a volte la loro vita.
Le difficoltà che scontrano sono legate a livello internazionale con l'adozione nell'ambito di alcune istituzioni internazionali come l'Unione Europea, delle convenzioni rigide al riguardo di alcuni strati della società come i minori. A livello nazionale, sono legate all'assenza di una vera democrazia, della presa delle misure discriminatorie da parte di alcuni stati. A queste difficoltà si aggiunge l'arrivo del 11 settembre 2001; che ha contribuito soprattutto al freno della proiezione dei Diritti dell'Uomo: gli stati evocano ormai la lotta contro il terrorismo, la protezione della sicurezza nazionale per contrastare l'azione dei difensori.
Nonostante l'allargamento degli stati membri delle Nazioni Unite si nota una riserva della maggioranza di loro a difendere i Diritti di l’Uomo; le istituzioni internazionali non fanno il loro dovere in materia di sviluppo: sviluppo che includa i diritti sociali ed economici.
Questo difficile combattimento è esaltante e porta piano, piano dei frutti; nonostante gli ostacoli alla promozione dei Diritti di l’Uomo, i movimenti di difese dei Diritti de l’Uomo portano alla speranza: un reale movimento di rivendicazione è sorto con l'appoggio dei meccanismi internazionali, una reale lotta contro l`impunità si è instaurata. La raccolta ed il raggruppamento degli sforzi, la mutua assistenza tra questi vari movimenti consolideranno sempre più questa lotta.
Si sono svolte diverse sessioni break – out sussidiare alla tavola rotonda: Difendere la Dichiarazione Universale de Diritti dell’Uomo, tra queste:
“Le sfide che affrontano i difensori dei diritti di l’uomo a livello locale per mantenere il universalità dei diritti di l uomo”.
Con la partecipazione del presidente della Federazione internazionale delle unioni dei diritti dell'uomo (FIDH) la signora Souhayr Belhassen ed il sig. Stéphane Hessel difensore appassionato dei diritti dell'uomo.
60 anni dopo la dichiarazione universale, numerose sfide rimangono ancora da dipendere da parte dei difensori dai diritti di l uomo; queste sfide riguardano l'azione, il universalità ed il indivisibilità dei diritti umani, la loro attuazione e la loro efficacia. Si tratta di un combattimento permanente, difficile e rischioso: molti difensori subiscono minacce, prosecuzioni, delle molestie al punto di perdere a volte la loro vita.
Le difficoltà che scontrano sono legate a livello internazionale con l'adozione nell'ambito di alcune istituzioni internazionali come l'Unione Europea, delle convenzioni rigide al riguardo di alcuni strati della società come i minori. A livello nazionale, sono legate all'assenza di una vera democrazia, della presa delle misure discriminatorie da parte di alcuni stati. A queste difficoltà si aggiunge l'arrivo del 11 settembre 2001; che ha contribuito soprattutto al freno della proiezione dei Diritti dell'Uomo: gli stati evocano ormai la lotta contro il terrorismo, la protezione della sicurezza nazionale per contrastare l'azione dei difensori.
Nonostante l'allargamento degli stati membri delle Nazioni Unite si nota una riserva della maggioranza di loro a difendere i Diritti di l’Uomo; le istituzioni internazionali non fanno il loro dovere in materia di sviluppo: sviluppo che includa i diritti sociali ed economici.
Questo difficile combattimento è esaltante e porta piano, piano dei frutti; nonostante gli ostacoli alla promozione dei Diritti di l’Uomo, i movimenti di difese dei Diritti de l’Uomo portano alla speranza: un reale movimento di rivendicazione è sorto con l'appoggio dei meccanismi internazionali, una reale lotta contro l`impunità si è instaurata. La raccolta ed il raggruppamento degli sforzi, la mutua assistenza tra questi vari movimenti consolideranno sempre più questa lotta.
“I Diritti delle donne sono i Diritti umani”. Gruppi di lavoro
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